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Teresa

TERESA
Sono Teresa e vivo da qualche anno nella fraternità “Nossa Senhora da Ternura” a Mogi das Cruzes in Brasile, in una casa-famiglia della missione con nove bambine e un bimbo di quasi due anni. Oggi, guardandomi alle spalle, se penso a come sono arrivata qui, mi dico: “Com’è cambiata la mia vita! Che miracolo grande è accaduto!”. Il mio primo incontro col Cenacolo é avvenuto quando mia mamma era incinta di me di due mesi. Lei e mio papà sono venuti in Comunità in occasione del matrimonio di due loro amici, e personalmente non credo che sia stata una casualità; penso invece che nei piani che Dio aveva su di me ci fosse già sin da allora l’incontro con questa realtà. C’è stato poi un secondo incontro all’età di quattordici anni. Facevo parte del gruppo di giovani “Anania Azaria e Misaele”; insieme abbiamo partecipato alla Festa della Vita nel 2002 e lì mi sono innamorata della Comunità: mi sembrava un piccolo angolo di paradiso in cui le persone si volevano bene e si accoglievano a vicenda, un luogo in cui potevi essere te stesso. É iniziato così un legame profondo che mi ha accompagnato lungo tutta la mia adolescenza, ricca di esperienze e incontri positivi, ma allo stesso tempo anche di sbagli e di sofferenze. Ripercorrendo la mia vita, posso dire che i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare l’amore. Cattolici convinti, facevano parte di un gruppo di preghiera che inizialmente li ha portati a incontrare Dio, anche se poi li ha resi piuttosto rigidi e chiusi. E dentro di me c’era una lotta: quando stavo con gli altri bambini del gruppo e ci parlavano di Dio ero felice, mi incantavano le storie su Gesù, ma poi le prese in giro dei miei compagni erano troppo dolorose per me, che di carattere sono sempre stata più sensibile e paurosa dei miei fratelli. Mi sentivo “diversa” e cresceva in me un grande timore del giudizio degli altri, un forte bisogno di essere accettata e amata ed anche una certa paura di mostrare la fede che in casa mi avevano trasmesso. Per far fronte alle mie insicurezze ho iniziato a vestirmi in modo stravagante e a frequentare gli “alternativi” della mia città. Mi mascheravo per la paura di non essere accettata, ero triste e arrabbiata perché non riuscivo a essere me stessa e perché, di conseguenza, non mi sentivo amata per quella che ero. Nel frattempo, i miei genitori avevano ritrovato la gioia, riscoprendo il vero volto di Dio. La loro unità e il loro amore reciproco sono stati una sicurezza durante la mia adolescenza e oggi ho un bel ricordo di loro perché in quegli anni mi sono stati molto vicini, a volte con fermezza, altre con dolcezza: sono stati un grande papà e una grande mamma. L’incontro definitivo con il Cenacolo è avvenuto a diciannove anni. Avevo intenzione di fermarmi un mese per poi cominciare la facoltà di ostetricia, ma ho deciso di rimanere di più. Non sapevo cosa fosse quella spinta che mi diceva di restare, però la sentivo forte e mi sono fidata. Oggi so che era l’amore di Dio che ­voleva fare miracoli nella mia vita. I miei genitori, non senza difficoltà, si sono rassegnati all’idea che non tornassi più a casa. Poi, pian piano, il loro cuore si è riempito di gioia per aver ritrovato una Teresa felice. È rifiorita in me la fede già seminata da loro, ho imparato a guardarmi dentro con verità e a condividere quello che vivo e che penso. Questi sono stati doni preziosissimi per me perché mi hanno aiutata a conoscermi e a liberarmi dalla paura degli altri, dalla paura di non essere amata. Il dono più grande é stato poi la missione dove continuo a sperimentare l’amore di Dio per me, un amore che é forza nei momenti di stanchezza, gioia in quelli difficili e luce quando sono confusa. Tutto questo é un miracolo perché mai avrei pensato che un giorno sarei stata bene con me stessa, che sarei diventata amica di Dio e a servizio del prossimo. Il prendermi cura di questi bimbi mi fa crescere quotidianamente nella responsabilità, nella bontà e nell’amore. Oggi il mio orizzonte é ampio e limpido: c’è ancora tanta strada da fare, però sono veramente felice!

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