ItalianoHrvatskiEnglishFrançaisDeutchEspañolPortuguesePo PolskuSlovakia     

 

Andreja-

Andreja
Voglio ringraziare con voi il Signore perché posso testimoniare il bello che Lui ha operato e continua ad operare nella mia vita, giorno per giorno. Sono Andreja e nel mio passato sono successe tante cose che mi hanno fatto male, ma oggi so che la cosa più importante che mi ha ferito è stata la mancanza di fede nella mia famiglia. Anche se la mia famiglia si diceva cristiana, la preghiera non era per niente importante e la fede era solo una tradizione che portavamo avanti per motivi banali. Per questo non ho saputo mai dare un senso profondo alla mia vita e alle situazioni che mi metteva davanti. Mi ricordo che avevo dodici anni quando per la prima volta ho detto a mio papà che non ero felice e che non trovavo senso in niente. Mi aspettavo da lui una risposta che avrebbe potuto aiutarmi. Ha fatto un sorriso dicendomi: «Passerà»... ma i dubbi, le paure e le insicurezze non sono passate, anzi crescevano sempre di più senza che io fossi capace di sopportarli. Con il tempo nella ex Jugoslavia è arrivata la guerra e con la guerra tanta sofferenza e povertà, e soprattutto tanta ­ingiustizia che mi ha creato ­ancora più confusione. I litigi aumentavano sempre di più e il dialogo era sempre meno, sentivo dentro una grande voglia di scappare. Piano piano il male è entrato tra noi e ognuno ha preso la sua strada: mio papà ha iniziato a bere, mia mamma ha dedicato il suo tempo al lavoro, mia sorella era ancora troppo piccola ed io ho iniziato a cercare la risposta fuori casa. Il male ha usato il momento opportuno per propormi la via più facile: la droga e il piacere. Molto velocemente sono diventata dipendente dall’eroina, che per me era tutto: la risposta ai miei problemi, la forza contro le mie paure, la mia sicurezza. Era un mondo di illusione dove non dovevo vivere, cioè non dovevo confrontarmi con i problemi e non dovevo soffrire. Dentro di me tutto era diventato indifferenza. Più il tempo passava e più era difficile uscire da quel mondo che mi sono creata, perché la realtà era diventata troppo dura ed io ero troppo fragile, delusa e persa per saperla affrontare. Quando avevo diciotto anni, mi sono svegliata una mattina e l’unica domanda che mi era rimasta era: «Quando finirà tutto questo?». Ho detto al Signore: «Se esisti aiutami!». E Lui mi ha aiutato facendomi conoscere la Comunità Cenacolo attraverso una famiglia che ha avuto una figlia con i miei stessi problemi. Sono entrata nella fraternità di Medjugorje e lì è iniziata una nuova pagina della mia vita. Una pagina di tanti colori, un cammino di rinascita. All’inizio non era facile trovarmi di fronte a tutte le cose dalle quali scappavo per anni, né vedere tutto il male che avevo fatto a me e agli altri. Soprattutto non era facile ricominciare a vivere, cioè a soffrire, gioire, cadere e rialzarmi, però ci sono riuscita con l’aiuto delle ragazze che mi hanno sopportato e mi hanno amato quando io non ero ancora capace di farlo. Dopo che gli altri mi hanno aiutato a rialzarmi, ho capito che da sola non ce l’avrei mai fatta. Allora ho provato a pregare, all’inizio perché vedevo gli altri che lo facevano, poi perché la preghiera cambiava il mio modo di vedere e vivere la giornata. Ho trovato una forza in più e, un passo alla volta, ho imparato che la preghiera si vive anche “fuori dalla cappella”, nel lavoro, nelle lotte di ogni giorno, nel rapporto con gli altri. Oggi sento che la preghiera non solo mi tiene in piedi, ma mi fa camminare e a volte correre; è diventato il mio pane quotidiano e la risposta ad ogni mia paura, dubbio o insicurezza. Dà un senso ad ogni cosa che è dentro e fuori di me. Sono grata a Dio che mi ha fatto incontrare una Comunità e una donna, Madre Elvira, che ha avuto il coraggio di pretendere da me e anche dalla mia famiglia. La ringrazio soprattutto perché non si è accontentata di togliermi dal male, ma mi ha insegnato a vivere, a credere, a servire, e con l’esempio della sua vita ha fatto nascere in me il desiderio di camminare nella fede. Grazie, Maria, perché anche la mia famiglia si è convertita e per ogni miracolo che hai fatto e continui a fare nella mia vita!

Print this pagePrint this page