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Testimonianze

   TESTIMONIANZE RECITAL CREDO

Se penso al Recital la prima parola che mi viene in mente è l'amicizia perché questo "tour" lo viviamo come se fossimo in una piccola fraternità, dove il tuo rapporto con le sorelle, i fratelli e con Dio è importantissimo, lo devi curare perché non si può testimoniare su un palco e nelle piazze la nostra Resurrezione se non c'è la verità e l'amicizia nei rapporti. Non è importante se hai sbagliato un passo di danza … personalmente mi accorgo che i Recital più belli sono quelli dove ho saputo aprire il cuore a Dio, dove mi sono commossa o quando ho fatto una bella condivisione con una sorella, che mi ha aiutato ad avere quella libertà che ho sempre cercato nella vita. Ringrazio tanto Madre Elvira che ha avuto il coraggio di credere in noi e perché dopo ogni Recital la sentiamo più vicina. Ringrazio Dio e la Comunità che mi danno la possibilità di testimoniare a tanti giovani la bellezza di essere una donna cristiana e di vivere in Comunità. Ci sono tanti momenti belli di condivisione nelle piazze e nelle chiese che sono anche una verifica di quello che desidero per la mia vita e per la mia famiglia di domani. Grazie anche alla Provvidenza che in questi mesi ha preso diversi volti attraverso tanti amici che ci vogliono bene. Grazie perché la Comunità si può vivere sia nella fraternità che in giro con il Recital, soprattutto grazie perché mi sento voluta bene.

Bertille.

Voglio ringraziare la Comunità per questo grande dono, sono molto felice di aver potuto portare in giro la testimonianza del Vangelo e della Comunità attraverso il recital. Portare il Credo nelle varie città è stata un'esperienza unica. Mi dava gioia vedere come le persone venivano a guardarci, s'interessavano prima che cominciassimo il Recital e restavano meravigliate e incredule nel vederci pregare insieme davanti a loro. Finito il Recital, vedevamo i loro volti trasformati, i loro occhi più luminosi: era come se la nostra preghiera per loro fosse stata ascoltata. E' stato bello anche vedere come siamo stati accolti e ospitati nei diversi luoghi con tanto calore e amicizia. La gente si fermava in strada a salutarci, a farci i complimenti e a chiedere una preghiera per loro. Infine, vivere tra di noi fuori della Comunità, lavorare, pregare, condividere, aiutarci nei momenti difficili per me è stato come se vivessi la vita cristiana in maniera più intensa, mettendo a nudo gli aspetti di me stesso che ancora non conoscevo e che adesso posso affrontare e superare andando avanti nel mio cammino.

Daniele.

Ho visto il Recital tante volte ma per la prima volta ne faccio parte viva: è bello poterlo comprendere da tutte e due le parti. Prima guardando i ragazzi e le ragazze mi chiedevo come facessero a ballare così bene, ad essere così liberi. Ora ho avuto la risposta. è come Madre Elvira ci ha detto molte volte: "Non siamo attori ma dei Risorti!" Ed è così, veramente! Non mi sento brava, anzi sono insicura e paurosa ma se per la prima volta nella vita ho fatto qualcosa così è perché oggi credo! Ogni volta che preghiamo il Credo, insieme a Madre Elvira prima iniziare il Recital, mi toccano tanto le parole "Credo in Dio Padre Onnipotente … Credo nello Spirito Santo … Credo nella vita eterna" e in queste parole trovo lo slancio per testimoniare la mia vita risorta. Era anche molto bello incontrare tanti giovani e mi sono ricordata di quando a due anni di Comunità mi era nato nel cuore il desiderio di aiutare tanti ragazzi e ragazze bisognosi di speranza, però ricordo che mi sembrava impossibile che io potessi fare qualcosa per loro. Poi a Biella vedendo tutti quei giovani mi sono ricordata del mio desiderio e ho visto che Dio lo ha esaudito. Ho avuto anche il pensiero che magari da sola non sarei riuscita ad aiutare tanti giovani come invece ho potuto fare attraverso il Credo, ballando e testimoniando la nostra vita risorta. Gesù dice infatti: "Io sono la Resurrezione e la Vita".

Ivana

Il Credo è per me una testimonianza viva che cammina, "viva" perché è il frutto delle vite risorte di ciascuno di noi, “che cammina" perché anche noi siamo sempre in cammino. Il recital è anche il frutto della tenerezza di Dio e della sua Misericordia, come anche della fiducia in noi di Madre Elvira che è sempre attenta e ascolta i bisogni del nostro cuore. Con il recital infatti possiamo guarire il cuore e la mente e anche maturare come donne e uomini liberi perché amanti della vita, come lo è Gesù. Nel Credo ho il dono di vivere la parte di Maria, la Madre di Gesù. Ho così la possibilità di conoscerla bene e di scoprire come ha accompagnato Gesù in tutte le situazioni della vita: nelle gioie e nei dolori, nei miracoli e nei tradimenti. Ho scoperto un orizzonte limpido sulla vita guardandola con i suoi occhi perché la sua persona e la sua purezza rischiarano tutto. Maria è una donna discreta ma molto presente, perché con il cuore unito totalmente a Gesù, ha lo slancio e lo sguardo per cogliere i bisogni degli altri, facendosi vicina a tutti con tenerezza e umiltà ridando fiducia e speranza. La Madonna non ha mai pensato a se stessa ma è stata ed è aperta all' ascolto continuo e all'accoglienza della volontà di Dio. Sono felice di scoprire tanta grandezza e bellezza in una donna così semplice. Solo accogliendo la croce si può risorgere così anche il sacrificio e le fatiche che si vivono nel preparare il Credo ci portano tanta gioia nel cuore e questo è quello che “guadagniamo”: un cuore nuovo,insieme a tanta fede e amicizia. Sono i buoni frutti che ci portiamo “a casa”: non soldi o successo, neanche gli applausi, ma la Resurrezione e la speranza che cerchiamo di donare a tanti altri giovani perché anche loro possano passare dalle tenebre alla Luce. E quando arrivano i momenti faticosi sul palco per me sono momenti di grazia perché diventano preghiera e offerta a Dio per la salvezza di tante persone e di ciascuno di noi.

Lena

Che bello poter partecipare al Recital. Mi sono resa conto che la Comunità non è solo un luogo dove si vive, ma siamo noi: quello in cui crediamo, lottiamo, soffriamo, gioiamo, scegliamo. Ero felice di camminare nelle piazze perché vedendo alcuni giovani tristi, mi rendevo più conto che oggi ho qualcosa di più: Gesù e la fede. Mi sentivo libera e felice, con la voglia di testimoniare questo “di più”. Non avevo mai compreso il Recital da questo punto di vista; era per me come una crescita, un superarmi nel “perdere la faccia”. Adesso invece non vivo più la paura di sbagliare o di cadere o dimenticarmi dei passi. Sorrido invece pensando a quanto è incredibile quello che il Signore opera nelle nostre vite, allora mi sento grata e felice di essere cristiana. Grazie Signore Gesù e Grazie Madre Elvira.

Lou

Per me il Credo è una testimonianza viva e forte che portiamo a tanti, soprattutto a tanti giovani che incontriamo nelle varie città. Mi ha toccato particolarmente il Recital fatto a Biella, perché nella piazza dove abbiamo montato il palco abbiamo incontrato tanti giovani bisognosi di aiuto, ai quali potevamo testimoniare la nostra vita risorta attraverso il cammino in Comunità. Un’altra cosa in cui il Credo mi ha aiutato è nella preghiera, che si sente dappertutto: nelle prove, durante il recital, dietro il palco, durante il tempo libero. Grazie a tutto ciò oggi mi sento più vicina a Gesù e a Maria!

Marta

"Andate senza paura per servire" (Papa Francesco)

Ringrazio il Signore per avermi permesso anche quest'anno di fare parte della grande “Fraternità Credo", Fraternità- perché è un dono da vivere anche fuori le mura di casa. Essere nel mondo, per testimoniare la Risurrezione di Cristo e anche la nostra, non è una missione facile: richiede sacrificio, impegno, presenza, costanza ma soprattutto fedeltà alle scelte di bene che Dio attraverso la Comunità ha seminato nei nostri fragili cuori. I "pilasti" del recital sono il silenzio e la preghiera, come dice Papa Francesco "No" alle chiacchiere, "Si" al cuore aperto a Dio. Grazie,grazie,grazie.

Silvia

"Chiunque avrà lasciato casa, fratelli, o sorelle, o padre, o madre o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna" (Mt 19,29)

Quante case, quante madri, quanti padri ho trovato durante la tournée del recital!! Ovunque andiamo c'è sempre qualcuno che ci accoglie a braccia aperte e con le sorelle delle altre case abbiamo potuto sperimentare l' amore di Dio nelle gioie e nei dolori quotidiani. Questo amore e queste tenerezze di Dio mi hanno aperto il cuore rendendomi capace di vivere le scene del Credo, e non solo recitarle. Mi ha toccato particolarmente la risurrezione di Lazzaro, dove interpreto Maria di Betania. Lì Gesù si mette a piangere per il bene che voleva a Lazzaro e per il dolore delle sue sorelle Marta e Maria. E per la Sua compassione Lazzaro ritorna in vita! Sento fortissimo l'amore che Gesù ha per ciascuno, personalmente, aspettandoci e incontrandoci nel nostro dolore e nelle nostre ferite per ridarci vita. Spostandomi nelle varie Fraternità per seguire il tour, andavo sempre nella cappellina, da Lui. E Gesù sempre mi ha aiutato a riprendere le forze. Mi sento amata attraverso la famiglia della Comunità e chiamata, attraverso il Recital, a portare Gesù ovunque andiamo.

Therese

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