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Storia

Argentina: una famiglia che cresce - Fraternità “Divina Providencia”

Un dono da tempo desiderato, atteso, pregato. La prima fraternità argentina, in Pilar, “scoppia” di vita: si dorme dappertutto e c’è bisogno di un nuovo spazio.
La “Divina Providencia” ci viene incontro grazie alla generosità dell’Arcidiocesi di Mercedes-Luján che ci affida una grande proprietà.

Per accogliere i numerosissimi giovani che si presentano ai colloqui chiedendoci un luogo dove poter rinascere a vita nuova, l’amore di Dio Padre ci ha donato una nuova proprietà molto grande situata nella città di Mercedes, in provincia di Buenos Aires, non molto distante da Pilar dove è situata la nostra prima casa argentina. La nuova proprietà apparteneva all’opera di San Luigi Orione ed era ormai abbandonata da tanti anni, ed è stato un dono grande per noi poter ridare vita a questo luogo già nato dal cuore generoso di un Santo, perché ritorni ad essere luogo che accoglie, ama e serve la vita. I ragazzi avevano già incominciato da qualche mese a lavorare nella tenuta, perché tutto era molto sporco e in rovina. Le diverse abitazioni, la grande Chiesa dedicata a N.S. de la Guarda e tutti i terreni intorno alla casa sono stati ripuliti e riordinati dai giovani con fatica e sudore, ma anche con la gioia di veder “nascere” questa nuova fraternità “battezzata” con il nome “Divina Providencia”, a cui San Luigi Orione era particolarmente devoto. La fiducia nella Divina Provvidenza è anche un pilastro della nostra Comunità, quindi questo nome lega il passato, il presente... e il futuro di questo luogo. E così domenica 9 dicembre, in una splendida giornata di sole, l’Arcivescovo di Mercedes-Luján, S.E.R. Monsignor Augustìn Radrizzani, salesiano, ha presieduto la Santa Messa inaugurale, durante la quale ha amministrato il Sacramento della Confermazione a numerosi giovani della Comunità. Al termine della Messa ha deposto Gesù Eucaristia nella nuova cappellina preparata con cura dai ragazzi. Nell’omelia ci ha comunicato la sua gioia per la presenza della Comunità Cenacolo nella sua Diocesi, che avverte come un segno della Provvidenza per aiutare tanti giovani bisognosi a distaccarsi dai tre mali della nostra epoca: il potere, l’avere ed il piacere.
È stato un vero giorno di festa, con la gioia grande di avere con noi anche padre Stefano e don Ivan, giunti dall’Italia, che sono poi rimasti nei giorni successivi per dare la prima “spinta” alla nuova fraternità. All’inaugurazione erano presenti anche i ragazzi della fraternità di Pilar, numerose famiglie ed amici, con già un bel gruppo di persone di Mercedes che desiderano camminare nella fede insieme a noi. Mons. Jorge Oscar Bruno, Vicario della diocesi, sin dal nostro arrivo ha dato la sua disponibilità per celebrare la Santa Messa, sia la domenica che in un giorno della settimana. Questo è stato il più prezioso dono della “Divina Providencia” per i nostri giovani.
Siamo tutti davvero felici ed entusiasti: un nuovo figlio è nato e inizia già a camminare nella bellissima e sconfinata “pampa” argentina. Siamo certi che questa nuova fraternità sarà grembo accogliente e fecondo per rigenerare nella fede tanta vita. Ringraziamo il Signore perché ancora una volta ha risposto al “grido” di dolore dei suoi figli creando questo spazio di libertà e di salvezza.

«Le utopie solo umane hanno molte fragilità. In cambio, quando noi prendiamo la Parola di Dio, non è una Parola solo umana ma divina: e questa è profezia, stabilità, progetto del futuro e speranza. Noi, in questa mattina, stiamo dando formalmente inizio a questa esperienza meravigliosa. Non più utopie, ma profezie. Questo è il mio desiderio. Ho la convinzione che la Comunità Cenacolo è questa realtà profetica, che ci insegna una vita nuova che dobbiamo coltivare e conservare durante tutta la nostra esistenza. Io ho il triplo della vostra età, e sono molto contento perché ricomincio sempre. Non vi perdete d’animo! Ricominciare significa coltivare questa convinzione: Dio ci ama immensamente!»
S.E.R. Mons. Augustìn Radrizzani Arcivescovo di Mercedes-Luján

Nel momento in cui ho saputo che si apriva una nuova casa, ho sentito il desiderio di vivere questa esperienza; la Comunità mi ha fatto questo dono e adesso ringrazio Dio e Maria per questa nuova esperienza di vita. Qui posso vedere meglio le mie difficoltà e quanto ancora devo cambiare. Aprire la casa è stato come iniziare di nuovo la mia vita. Poco a poco, ripulendomi dal passato, sto ritrovando il senso della vita e, pur con le mie difficoltà, mi sento accompagnato da Dio, da Maria e sperimento ancora di più che dono è il vivere in Comunità.
Tomas

All’inizio abbiamo incontrato tante situazioni difficili e scomode, ma insieme, come fratelli, abbiamo superato uniti questi momenti impegnandoci a fare qualcosa di bello per il futuro. Oggi ho capito che per fare qualcosa di buono bisogna sacrificarsi e che solo nel sacrificio impariamo a fare le cose con amore. Dopo due anni di Comunità pensavo che il mio cammino fosse finito, però oggi capisco che quest’avventura è appena incominciata. In ogni momento vissuto nella verità e in ogni gesto di amicizia, i fratelli mi insegnano qualcosa di nuovo. Ringrazio Dio per questa possibilità di donare me stesso e di servire la vita.
Angelo Kim

(dalla rivista "Risurrezione", marzo 2013)

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