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Festa della Vita 2011

Giovedì 14  |  Testimonianza genitori di Chiara Luce  | 

SOLO L’AMORE SALVA L’UOMO
Il disegno di Dio che è Amore passa sempre attraverso il cuore dell’uomo. E’ la Divina Provvidenza uno dei miracoli più grande che abita la nostra terra ed al Cenacolo la si tocca con mano. “Non c’è Dio fuori di te che abbia cura di tutte le cose” si leggeva domenica 17 luglio nella prima lettura della Messa (Sap. 12,13). Dio è amante della vita. Da questa fonte è nata 28 anni fa l’opera di suor Elvira. Una lotta contro la morte del cuore, dello spirito, della mente di tanti giovani depressi, schiacciati dal peso del nulla che si portavano dentro. Una risurrezione dell’umanità è possibile solo ad opera della Grazia e diventa la testimonianza più inconfutabile della stessa risurrezione di Cristo. Nessuno come Lui ha il potere di capire l’uomo, di amarlo, di rifarlo lentamente nel profondo della sua storia, rendendolo a sua volta amante della vita.
Le quattro giornate vissute sulla bella collina vestita a festa, hanno dato esempio di tutto questo. Pure una piccola Pentecoste, se si pensa che gente di diverse lingue e diverse nazioni hanno sentito l’unica voce, l’unico accento, quello dell’amore di Cristo.
Ogni anno la Comunità Cenacolo presenta sorprese anche organizzative. Quest’anno una tenda dell’adorazione eucaristica con uno scenario mozzafiato che fa da sfondo alla montagna del SS. Sacramento. Gesù Eucaristia risulta così esattamente al centro del cosmo e della storia, fonte di acqua viva per chi a Lui si accosta con fede. Quella cappella non è mai stata vuota giorno e notte. Lì era il motore segreto e potente di tutta la festa.
Un’altra sorpresa (chissà quanto gradita!) è stata la diretta televisiva via Internet con le diverse comunità sparse nel mondo che hanno così potuto seguire le grandi celebrazioni, specie quella di domenica dove mons. Giuseppe Guerrini, Vescovo di Saluzzo, ha consacrato diaconi due giovani della Comunità, Michel ed Eugenio.
La presenza di oltre quaranta sacerdoti da diversi paesi ha dato un altro segnale di quanta fede e zelo si muova attorno alle fraternità dell’opera del Cenacolo.
Madre Elvira con la sua presenza umile ed attenta, gioiosa ed affabile è stata il filo d’oro che cuciva il tessuto multicolore delle quattro giornate dedicate alla Divina Provvidenza. Lei per prima si era abbandonata all’Amore del Padre ponendo in Lui ogni confidenza ed attesa. Questo tratto squisito della fede evangelica è indubbiamente il segreto intimo e germinativo di tutta l’opera del Cenacolo. Nulla si sarebbe mosso per sole forze umane. Nulla sarebbe proceduto se tutto avesse appoggiato sulla presunzione di bastare a se stessi.
L’opera di madre Elvira dice coi fatti che solo il divino salva l’uomo, che non le analisi, non le tecniche, neppure le organizzazioni sociali od ecclesiastiche rispondono al bisogno del cuore umano, ma solo l’amore misericordioso del Cuore di Gesù, donato a noi nella Eucaristia, attinto tramite la mediazione della Madonna, vissuto nel lavoro e nella fraternità, fa risorgere l’umano. La Comunità Cenacolo è così, in se stessa, una vivente parabola evangelica.

(dal Corriere di Saluzzo di giovedì 21 luglio 2011)

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