ItalianoHrvatskiEnglishFrançaisDeutchEspañolPortuguesePo PolskuSlovakia     

 

Fazenda "San Francisco"

Dopo l'apertura della casa di Mogi e alcuni trasferimenti in Argentina il numero dei ragazzi era diminuito un poco, ma in pochi mesi siamo tornati ad essere  44 , molti  ragazzi  entrano e la casa diventa sempre più stretta.
Tanti altri  ragazzi partecipano ai colloqui e molti stanno facendo le giornate, siamo quindi ansiosi di finire la casa nuova, grazie alla quale potremo con certezza salvare più vite, non abbiamo però fretta, aspettiamo i tempi della Provvidenza, sappiamo infatti che il bene va fatto bene, rispettiamo perciò i tempi di Dio e fiduciosi andiamo avanti con quello che abbiamo.  Oggi
abbiamo il dono di avere una Fraternità vicina:  la casa nuova in Mogi, che ha aumentato così le opportunità di incontro e di amicizia.  A parte i problemi di spazio, in casa c’è un clima sereno, i ragazzi stanno bene  ed é più facile affrontare insieme le difficoltà. Per aumentare l'amicizia
e il rispetto stiamo in questi giorni facendo una Novena allo Spirito Santo.
Una cosa bella é la maggiore possibilità che abbiamo di trasferire i ragazzi, si aprono nuove porte e nuove esperienze per quelli che entrano e che sono sempre più desiderosi di far parte della grande famiglia del Cenacolo, e di conoscere meglio la Comunità. Dall'Argentina ne sono arrivati 4 e da qui
ne sono partiti altri cinque che hanno raggiunto nei mesi passati la Pampa Argentina, ed altri che hanno aperto la nuova casa a Mogi. In casa i lavori vanno bene, abbiamo appena finito la raccolta del caffè e siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, infatti dopo tanti sforzi e investimenti, tanto sacrificio e impegno da parte dei ragazzi della casa, quest'anno siamo riusciti a vendere circa cento sacchi di caffè "in cocco"; la casa nuova é praticamente nella fase finale, manca l'impianto elettrico, i vetri, le maniglie di porte e finestre, imbiancare e per finire andare a viverci. Ci stiamo anche specializzando in peperoncino (di cui oggi possediamo più di trenta varietà differenti, e  la fama della salsa piccante del  Cenacolo, si é già diffusa in Dois Córregos e Jaú). Stiamo poi pensando a un'altra eventuale attività da sviluppare in casa: la pescicoltura, con produzione di gamberoni e pesci d'acqua dolce. É ancora solo un'idea ma collocata nelle mani di Dio speriamo possa diventare presto realtà. Un altro dono  che viviamo oggi é quello degli ex,  possiamo informarvi con gioia che  da  quattro mesi  3 ragazzi( Nivaldo, Jefferson e Diego) i quali hanno vissuto in  questa casa, stanno abitando e lavorando insieme nella piccola città di Dois Córregos dove il mese  scorso li ha raggiunti Maicon e il prossimo mese li raggiungerà Marchino, tutti ragazzi che hanno fatto più di quattro anni  di Comunità e che oggi sono una porta aperta e un esempio per i ragazzi in casa e per i molti altri che arriveranno. Siamo sempre più vicini alla realtà comunitaria che si vive in Italia grazie anche alle adorazioni del primo sabato del mese aperte agli amici della Comunità.


Voglio ringraziare Dio e la Comunità per il dono che oggi questa casa é per me, e di come, dopo tanta lotta e crescite, continua mostrandomi la vera faccia e il vero carisma della Comunità in modi semplici e concreti! Ricordo i primi passi e  come era difficile per me  capire come comportarmi, cosa dire e cosa fare, ragionavo tanto con la testa e poco con il cuore pensando e volendo far rispettare regole  delle quali poi alla fine neanche io sapevo il senso e tanto meno avevo scelto, e cosi, tante maschere, paure e limiti hanno cominciato ad affiorare, mostrandomi veramente chi sono, e di come dopo tanto tempo avevo capito ben poco della Comunità e della misericordia, oggi finalmente, capisco che alla fine le regole sono nella mia testa, l’unica regola vera é quella di amare  e pensare sempre se quello che sto facendo é giusto e aiuta chi mi sta vicino,
altrimenti é solo ipocrisia e orgoglio della mia testa che non aiuta me e tanto meno agli altri; oggi vivo la Comunità con uno spirito differente, con qualche incoerenza in più, ma senza dubbio più umano, capendo che molte volte amare é saper soffrire per gli altri e aspettare i loro tempi.
Miguel

Sono passati quasi 5 anni dal mio arrivo in questa casa e ricordo di averla subito amata. Ho amato subito il suo paesaggio aperto che si apre vasto all'orizzonte, il suo cielo intensamente azzurro, la varietà dei suoi alberi e di tutti gli uccelli che in essi trovano riparo e che danno un senso tutto
particolare al suo nome: " Fazenda São Francisco ". Ricordo i primi dialoghi con i ragazzi brasiliani, di come le loro esperienze di vita erano così diverse dalla mia, ma come grande era la loro sensibilità, semplicità e naturale simpatia. Ricordo le difficoltà affrontate, di come mi fu difficile
accettare un modo di vivere, di lavorare e di intendere la vita così diverso da quello a cui ero abituato. Io sempre così razionale, ansioso, complicato, mi sono trovato a vivere, grazie a Dio, con persone semplici, con nella testa il ritmo della Samba e non la logica matematica e con un cuore molto ma molto più sensibile del mio. Quante fatiche per cambiare, per comprendere i miei e i loro limiti e per amare senza giudicare. Sono alcuni mesi che sto nuovamente seguendo i colloqui con le famiglie, e questo mi aiuta molto a comprendere la vita e le difficoltà dei ragazzi che entrano nella nostra casa. Testimoniare quello che la Comunità ha fatto e sta facendo nella mia vita e trasmettere la speranza dove solo c'é disperazione mi aiuta a tenere vivo dentro di me il carisma della Comunità, dando valore alle mille cose che tutti i giorni ci sono da fare senza perdere di vista l'essenziale: essere strumento d'amore nelle mani di Dio.
Piergiulio

Print this pagePrint this page