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Storia

Kráľová pri Senci 2007
Slovacchia – Fraternità “Santi Cirillo e Metodio”

Anni di attesa “riempiti” di intensa preghiera e di tenace pazienza hanno preparato l’arrivo della Comunità in Slovacchia, anni in cui tanti giovani e famiglie slovacche sono “arrivati” in Comunità nelle case di Croazia, Austria e Italia. L’attesa fiduciosa di tanti è stata finalmente premiata con la nascita, nell’anno 2007, della fraternità “Santi Cirillo e Metodio”, nei pressi di Senec, a circa trenta chilometri da Bratislava.

L’incontro con la Comunità Cenacolo a Medjugorje ha fatto nascere nel cuore di un piccolo gruppo di pellegrini slovacchi il desiderio di una fraternità nella loro terra per poter offrire una speranza ai tanti giovani bisognosi di aiuto. Con semplicità e tanta fede, come sono tutte le cose di Dio, è nato un gruppo di preghiera che riuniva tutte le persone che credevano in quest’opera. Dopo qualche tempo, insieme a un grande amico della Comunità, il dottor Ivan Mendl, i genitori dei ragazzi che già erano in Comunità organizzarono sul loro territorio i colloqui per preparare i ragazzi ad entrare in Comunità. Il gruppo dei genitori cresceva sempre di più e, insieme, tanti ragazzi e ragazze slovacchi cominciavano ad entrare nelle case della Croazia, Italia e Austria. Molte persone, tra cui sacerdoti e suore, colpite dall’entusiasmo e dalla fede di questi genitori, si sono coinvolti nell’amicizia con loro aiutando con tanta provvidenza spirituale e materiale. In tutto questo tempo cresceva sempre più nel cuore di tutti il desiderio di aprire una fraternità della Comunità anche in Slovacchia. I primi posti visitati per verificare concretamente tale possibilità, per diversi motivi, non andavano bene, ma il gruppo slovacco non si è arreso e ha continuato a pregare fiduciosamente, certo che il Signore avrebbe risposto a tante preghiere e sacrifici offerti per i giovani di quella terra, e così è stato! Il 5 novembre 2007, qualche giorno dopo la Festa della Speranza in Austria, i sette ragazzi scelti, insieme a don Ivan, sono giunti in terra slovacca, pronti per l’inizio di questa nuova avventura.
Sin dal primo giorno abbiamo sentito tanta amicizia da parte della Chiesa, in modo particolare attraverso la presenza amica di S.E.R. Mons. František Rábek che ci ha accolto nella “nostra” casa e ci ha sempre sostenuto, insieme a tanti sacerdoti amici. La casa è stata dedicata agli “Apostoli slavi”, i Santi Cirillo e Metodio, che hanno portato in questo paese il cristianesimo. Anche noi siamo una piccola presenza che vuole “portare” una vita nuova a tanti giovani slovacchi smarriti e persi nelle tenebre; fin dall’inizio, abbiamo “sentito” che in questa terra avevamo davanti una grande missione, che è iniziata nella semplicità e concretezza di rimboccarsi le maniche nei tantissimi lavori di cui la casa all’interno aveva bisogno per essere abitabile ed accogliente. In una stanza abbiamo allestito una cappella provvisoria dove abbiamo sistemato un’icona della Madonna che ci accompagna fino ad oggi: Maria è Madre che cammina sempre con noi! Anche all’esterno i lavori erano moltissimi: bisognava ripulire tutto il terreno, abbandonato da anni a se stesso, ricoperto da erbacce e rovi. Ma la più grande e importante sfida non è stata con le cose, ma tra noi: imparare a vivere l’amicizia vera all’interno del nostro gruppo. Abbiamo pregato tanto il Signore per questa intenzione e Lui, piano piano, ha aperto i nostri cuori per costruire delle amicizie belle, vere e forti tra di noi. Abbiamo potuto sperimentare che Dio è un buon Padre che si preoccupa per i suoi figli: “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6, 33). Il Signore ha veramente compiuto quello che ha promesso attraverso l’abbondante Provvidenza spirituale e materiale che fin da subito si è resa presente. L’amico Vescovo e “padre” Mons. Rábek, appena ultimata la cappella, ha deposto Gesù Eucaristia nel tabernacolo, con tanta gioia nostra nell’averlo tra noi. Molti sacerdoti hanno risposto alla nostra richiesta di venire a celebrare la Santa Messa; tanti di loro sono diventati nostri veri e cari amici, così come le diverse congregazioni di Suore presenti sul territorio.
I nostri vicini ci hanno accolto molto bene e abbiamo fatto con loro le prime amicizie. Ci hanno aiutato ad allargare il nostro terreno: abbiamo ricevuto in dono vicino alla casa un pezzo di terra che è divenuto giardino e orto. Su questo terreno abbiamo costruito anche la stalla dove teniamo gli animali: mucche, maiali, galline, anatre e conigli.
Il grande desiderio che avevamo di condividere la nostra gioia con Madre Elvira è avvenuto ed è stato un momento toccante e ricco di grazia per noi tutti, per i genitori e per gli amici che l’hanno accolta con intensa e commossa gratitudine. Un altro grande passo nella storia della casa è stato l’inizio dei colloqui e delle giornate comunitarie di “prova” per i ragazzi che ci chiedono aiuto. Abbiamo iniziato ad essere invitati nelle città vicine per portare la nostra testimonianza anche con piccoli recital, raccontando quello che il Signore ha fatto per noi, e questo ha permesso a tanti di conoscere la nostra realtà. E così, nella nostra “piccola e vecchia” casetta, arrivavano sempre più giovani. Quando abbiamo aggiunto ai nostri letti a castello il “terzo piano”, abbiamo capito che era arrivato il momento di iniziare ad allargare la casa. Abbiamo iniziato i lavori di “ricostruzione” inginocchiandoci ogni martedì notte davanti al Santissimo, per chiedere al Signore di aiutarci a fare spazio a tante vite bisognose di Lui e di noi. I fratelli della vicina casa dell’Austria ci hanno aiutato molto con la provvidenza spirituale e materiale. Quando abbiamo scoperchiato il tetto della casa per allargarla, ci siamo spostati in una tenda per i successivi otto mesi, finche la nostra “casa cantiere” non è divenuta abitabile. Durante questo periodo la Provvidenza ci ha permesso di approfondire la nostra preghiera imparando a dipingere le icone con l’aiuto di un sacerdote, che si è reso disponibile ad insegnarci quest’arte che è una preghiera. Da diversi anni prepariamo in casa per Natale il presepe vivente ed è un’occasione di incontro con i nostri vicini. Ogni anno, nell’estate, celebriamo la festa della casa, sempre con la presenza del nostro amico S.E.R. Mons. Stanislav Zvolenský, Arcivescovo di Bratislava, che ci vuole molto bene. Per i nostri genitori due volte all’anno organizziamo un ritiro di tre giorni guidato dai nostri sacerdoti: è sempre un momento importante di conoscenza e di crescita. Oggi, dopo cinque anni di vita, la fraternità è piena di giovani e molti continuano a bussare alle nostre porte.
Grazie, Signore Gesù, perché hai rinnovato il nostro cuore che era morto e triste, mettendo in noi la gioia della vita vera. Grazie, Signore Gesù, per i trenta ragazzi che abitano oggi nella nostra casa e per tutti quelli che sono passati sperimentando il tuo amore misericordioso.
Affidiamo a te o Maria, Madre del Cenacolo, tutte le nostre case e la nostra presenza in questa terra slovacca, perché porti frutti abbondanti di vita nuova.

(dalla rivista "Risurrezione" - Giugno 2013)

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