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Storia

Fraternità "Giovanni Paolo II" - Jastrzębie Zdrój 2002, Polonia
In Polonia c’era già una casa nel nord, ma i ragazzi arrivano numerosi anche da altre parti. Una Congregazione di suore presenti a Katowice, sensibile ai giovani, viene a conoscenza dell’opera del Cenacolo e ci dona  un piccolo convento in un bel villaggio di campagna.
Sono le terre da cui proveniva Karol Wojtyla, e la fraternità prende il suo nome:”Giovanni Paolo II”

A Krzyz˙owice-Jastrzębie Zdrój, un piccolo paesino vicino a Katowice, nella regione della Silesia, è nata la seconda fraternità polacca, intitolata a Giovanni Paolo II. Arrivando in questa casa, che era un convento delle Suore dell’ordine “Serve dell’Immacolata”, si rimane stupiti perché la preghiera si sente dappertutto: tra queste mura si prega da quasi cento anni!
In passato le suore che qui vivevano facevano tante cose belle per il paese: andavano a curare la gente, insegnavano religione ai bambini… il seme del bene insomma è coltivato da tanti anni.
La casa si trova in un posto silenzioso e un po’ appartato, seppur molto vicino alle altre abitazioni. La gente del paese ci vuole molto bene e la Divina Provvidenza ci benedice giorno per giorno, mostrandoci che l’amicizia con i vicini è una cosa importante. Vicino a noi ci sono tante persone che conoscendo la Comunità ci aiutano spiritualmente e materialmente e ci dimostrano tanta fiducia, anche se non è stato così da subito.
La storia della casa inizia nell’anno 2002, quando dopo la prima casa a Giezkowo, nel nord vicina al Mar Baltico, si fa presente il bisogno di aprire un secondo luogo di accoglienza per i giovani nel sud della Polonia. Dopo un po’ di ricerca Dio ha provveduto: Madre Mariola, Superiora Provinciale del suo ordine, non sapeva cosa fare di quel vecchio convento in campagna, e venendo a conoscenza del carisma della Comunità a Medjugorje, decide di offrirlo a noi, divenendo lei stessa una vera, grande amica della Comunità. La nostra fraternità porta il nome di un grande uomo, che ha cambiato la storia della Polonia e del mondo: l’amato Papa Giovanni Paolo II, e di questo siamo molto fieri.
Il primo gruppo di ragazzi è arrivato il 18 marzo 2002, incontrando tanti problemi con la gente, che aveva paura dei “drogati” perché non conosceva la nostra Comunità e tutto quello che viviamo. Così i primi giorni abbiamo vissuto un po’ di tensione perché i paesani venivano davanti al cancello e si lamentavano, cercando di mandare via i ragazzi. Don Waclaw, grande amico della Comunità, ha calmato la situazione spiegando ai paesani come funziona la Comunità e chiedendo loro comprensione. In questi primi giorni siamo stati tanto sostenuti da Madre Mariola e dalle Suore di Katowice con le loro preghiere e con tanti gesti di amore concreto. Questo primo gruppo  di ragazzi era composto per la maggioranza da croati e italiani, con alcuni polacchi di Giezkowo. Per loro le tante difficoltà sono state un’occasione per rafforzare la preghiera e così il gruppo si è unito velocemente.
In pochi mesi, dopo tanto lavoro, la casa era pronta per l’apertura. Le stanze erano preparate per ospitare i ragazzi e c’erano anche i bagni nuovi. Attorno  alla casa si è fatto un bel lavoro di riordino e dopo tanti sacrifici e superamenti, finalmente è arrivato il giorno in cui abbiamo potuto aprire le porte a numerosi genitori e amici arrivati da tutta la Polonia.
Il 9 giugno 2002 è arrivata nostra Madre Elvira e con la benedizione dell’Arcivescovo di Katowice, Mons. Damian Zimon, con la presenza delle suore Serve dell’Immacolata e di tanti amici sacerdoti, abbiamo inaugurato ufficialmente la casa. Le letture di quel giorno erano provvidenzialmente appropriate: nella chiesa del paese, dove avevamo partecipato alla processione c’era scritto: “Misericordia io voglio, non sacrifici”, quasi che Dio volesse sottolineare il miracolo del suo perdono e del suo ridonarci dignità in Comunità. Dopo la Santa Messa tutti i presenti sono stati invitati alla benedizione della casa.
Fin dai primi tempi ci accompagna un amico sacerdote, don Jan Grzegorzek, che viene spesso a trovarci vivendo insieme a noi tanti eventi quotidiani e che, come dice lui, “grazie alla Comunità si sente più giovane”.
Oggi, a distanza di qualche anno, gli amici della casa sono tanti: i sacerdoti che fanno Provvidenza spirituale, il falegname che ci accoglie sempre con il cuore aperto, il meccanico… La gente del paese ci aiuta tanto e, cosa molta bella, chiede anche il nostro aiuto. Noi ne siamo contenti perché tante volte sentiamo che siamo “la primavera della Parrocchia”. La Comunità è molto accolta e rispettata in questa regione, anche grazie alle tante testimonianze che facciamo.
Da noi la maggior parte dei ragazzi sono polacchi, giovani di età, quindi in casa si sente vita e gioia dappertutto. Krzyz˙owice è veramente bello anche per i più “vecchi” di noi, in quanto risveglia ed educa la nostra paternità e responsabilità nei confronti dei giovani. Questo ci rallegra molto e a tavola si sente sempre quell’atmosfera di famiglia che tanti di noi non hanno mai avuto e che trasmette pace e fiducia a tutti. Di solito siamo in casa una ventina di ragazzi, così il lavoro è tanto e ci spinge a non guardare troppo l’orologio, insegnandoci che il sacrificio porta sempre frutto.
A Katowice è nato anche un grande gruppo di genitori della Comunità che conta più di trenta famiglie. Ci stanno sempre vicini e camminano insieme con noi in questa scuola di vita. Il parroco del paese è diventato col tempo un grande amico: ogni mattina prega il Rosario con noi (anche camminato, con quindici gradi sotto zero!!!). Alla sera poi cena con noi e, cosa più interessante, a volte viene a seguire la scuola di italiano assieme ai giovani appena entrati.
Le suore ci sono molto vicine e per noi sono un grande aiuto ed esempio nella fede; ogni settimana andiamo ad aiutarle facendo amicizia e prima di tutto imparando da loro l’umiltà, l’obbedienza e la gioia vera. La Provvidenza benedice la casa insegnando ai giovani a fidarsi. Siamo testimoni che il nostro Padre celeste sa sempre di cosa abbiamo bisogno: non ci manca nulla.
Abbiamo fatto tanti  lavori e così la casa adesso è tutta ordinata. I bagni, le stanze nuove, la cucina con il refettorio, i corridoi e prima di tutto, cosa  più importante, la bellissima cappella che i ragazzi hanno finito come “regalo” a nostra Madre Elvira per il compleanno di qualche anno fa.
Disponiamo anche di due campi dove seminiamo il grano e le rape per gli animali, ed è bello vedere a tavola le nostre uova, il formaggio, la carne dei nostri maiali, la verdura coltivata nella terra buona del nostro orto. Gli altri lavori sono quelli della muratura, della falegnameria, della legnaia… una Comunità che vive.
Nel nostro giardino c’è un bel posto dove tante volte avvengono i chiarimenti tra di noi, un posto molto “vivo” dove finiamo il Rosario dinanzi alla Madonna che ci guarda con la sua tenerezza. I ragazzi che hanno bisogno di aiuto vengono per fare le giornate di prova e quasi ogni giorno ce n’è uno: per loro facciamo i colloqui a Katowice.
Dio ci benedice continuando a mandare tanti ragazzi: sono loro la prima “Provvidenza”. Tanti giovani che sono passati da questa casa hanno lasciato un grande segno, ci vengono a trovare e rimangono sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. Li ringraziamo per tutto quello che hanno fatto e sofferto perché noi potessimo oggi avere così tanto.
Con la preghiera stiamo imparando che tutti i problemi possono essere  risolti nella pace, e alla fine ci uniamo sempre di più come una famiglia felice di poter testimoniare la luce in questa terra polacca.

(dalla rivista Risurrezione - Marzo 2008)

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