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Storia

Fraternità "Santa Marta" - Šišinec 2000, Croazia
Vogliamo presentarvi la nostra fraternità “Santa Marta”, che si trova a Šišinec, nella zona nord-ovest della Croazia, a soli 50 chilometri di distanza dalla capitale Zagabria e a 100 chilometri dalla nostra fraternità di Vrbovec.
La casa si trova in un magnifico ambiente naturale, è circondata da folti boschi, fertili pascoli e prati, e lì vicino passa anche il fiume “Kupa”.  E’ un luogo lontano dal traffico e dal rumore, il posto ideale per avere quel distacco necessario per incontrare la pace spirituale e per trovare il vero senso della vita.
I primi passi di questa nuova avventura risalgono all’11 maggio 2000, quando con una squadra di 12 ragazzi siamo arrivati lì per incominciare a organizzare concretamente la vita di questa nuova dimora della grande famiglia del Cenacolo. L’edificio che ci è stato consegnato era l’ex casa parrocchiale, che era stata danneggiata parecchio dalla distruzione della guerra, ed in seguito riparata e restaurata grazie all’intervento della “Caritas” italiana.
All’inizio non è stato facile vivere tra quelle mura ancora così segnate dall’odio della guerra, ma i ragazzi con l’aiuto della preghiera e del lavoro quotidiano sono riu¬sciti a sistemarla in fretta, divenendo così un segno tangibile di speranza per tutta la popolazione di questo piccolo paese, ridotta ormai soltanto più a poche persone, proprio a causa delle conseguenze del conflitto.
Nelle immediate vicinanze della casa si trova anche la Chiesa parrocchiale, che porta il nome di Santa Marta, protettrice di questo paese.
I ragazzi hanno sistemato da soli anche questa Chiesa che era stata bombardata, dove non si celebrava più la Santa Messa ormai da parecchi anni, mettendoci tanto impegno, naturalmente con l’aiuto dei benefattori del paese.
L’apertura ufficiale della casa è stata il 18 maggio del 2000.
Quando Madre Elvira ha fatto visita alla nuova fraternità, il suo arrivo ha moltiplicato la festa e Dio, quel giorno, ci ha donato tanta provvidenza spirituale e materiale.
Il giorno dell’apertura era presente anche il Vescovo Ausiliare di Zagabria Mons. Vlado Kosic, grande amico e sostenitore della nostra Comunità. Con le sue parole ha incoraggiato e ha benedetto questa grande opera di Dio.
Come dicevamo all’inizio, la fraternità di Šišinec è abbastanza staccata dalla città ed è immersa nella pace della natura e nel silenzio, e questo aiuta ogni ragazzo a ritrovare se stesso, ad affrontare le proprie debolezze, a vedere ciò che deve cambiare. In questo luogo di pace protetto da tutto ciò che di negativo propone il mondo, le tentazioni sono poche, cosìcché i ragazzi, che entrano per cambiare la loro vita dopo tante esperienze negative nel male, sono aiutati nel loro cammino anche dall’ambiente stesso.
La gente intorno, molto ferita, all’inizio era abbastanza diffidente con la Comunità e con i ragazzi, ma con il tempo questa mancanza di fiducia si è trasformata in accoglienza semplice e serena, perché i ragazzi hanno saputo conquistarsi la stima e la fiducia dei paesani con il loro comportamento pulito e trasparente.
Oggi la fraternità di Šišinec ha tanti amici pronti ad aiutarci e contenti che il nostro cammino di conversione stia avvenendo proprio nel loro paese.
Alcune organizzazioni umanitarie e gruppi di giovani di varie parrocchie hanno donato alla casa la prima mucca, e i ragazzi, con l’aiuto e i consigli dalla gente del paese, hanno imparato a prendersene cura.
Oggi nella fraternità si fanno tanti tipi di lavoro, ma quello principale è l’edilizia, perché è necessario costruire una nuova legnaia per l’inverno, che servirà anche per proteggere dall’umidità gli attrezzi da lavoro.
La fraternità, trovandosi in mezzo ad immensi e ricchi boschi, ha una delle principali attività nell’accatastare legna per scaldarsi nell’inverno: non soltanto per sé, ma anche per le altre fraternità vicine della Croazia.
D’accordo con i boscaioli puliamo i boschi dagli alberi secchi, e così tutti lavoriamo e entrambi siamo contenti, ringraziando il Signore per questa grande Provvidenza.
Alleviamo anche galline e conigli, c’è una piccola falegnameria dove si lavora il legno e un’officina dove si fanno riparazioni. Dipingiamo anche rappresentazioni bibliche e altri lavoretti artigianali, utilizzando dei calchi in gesso.
Spesso siamo invitati nelle parrocchie vicine a presentare la nostra Comunità e a testimoniare la risurrezione della nostra vita attraverso quella di Gesù, per annunciare alle persone che è possibile vincere il male facendo il bene.
Andiamo anche nelle scuole e nelle varie organizzazioni che si occupano dei problemi dei giovani, dove cerchiamo di trasmettere, attraverso incontri e testimonianze, la ricchezza e la profondità di questa “scuola di vita” che è il Cenacolo.
Parliamo soprattutto di come la droga sia un problema serio che nasce nel cuore vuoto dei giovani, di come ci si possa cadere facilmente, più di quello che si pensa. Il nostro desiderio è quello di aprire gli occhi ai giovani e di aiutarli a trovare la via della fede.
Ultimamente, nel giardino della fraternità abbiamo preparato un angolo per la preghiera, che è diventato il luogo ideale per pregare il Rosario durante le calde giornate estive. Lì facciamo anche le prove canti e la condivisione. Di fronte, inserita in un tronco, abbiamo messo una statua della Madonna fatta in gesso. Siamo stati molto contenti quando don Ivan è venuto a benedirla nel settembre dello scorso anno.
La Divina Provvidenza, comunque, ci invia sempre tanti amici sacerdoti che ci seguono nel nostro cammino di fede e non ci fanno mancare mai la santa Messa della domenica, e varie volte abbiamo il dono della messa infra-settimanale.
Nella fraternità adesso ci sono 17 ragazzi, la maggior parte croati ma anche slovacchi, bosniaci e albanesi.
Essendo in pochi, si respira un’atmosfera familiare e tanto amore, il che è molto importante per i ragazzi giovani.
Giochiamo anche a calcio e a pallacanestro, mentre nel tempo libero d’inverno, quando c'è molta neve, ci divertiamo con la slitta, facciamo pupazzi di neve, e costruiamo addirittura una pista per il bob!
Ma il momento più importante è  soprattutto l’incontro quotidiano con il Signore nella preghiera, per ritrovare la gioia di vivere e di sperare in un mondo nuovo! In questo luogo ferito dalla guerra, la nostra presenza è testimonianza forte di perdono e di pace!

                                                                          (dalla rivista Risurrezione - Dicembre 2005)

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