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Storia

Fraternità "Beata Karolina" - Tarnow 2004, Polonia
La presenza della Comunità in Polonia cresce: tanti giovani bussano alle nostre porte e le due fraternità già presenti sono “piene” di vita. La Provvidenza ci viene incontro grazie alla generosità del Vescovo di Tarnow, che ci invita nella sua diocesi. Nasce così la fraternità “Beata Carolina”...

La storia della nostra fraternità comincia con la visita di alcuni Vescovi polacchi nella nostra prima fraternità a Giezkowo dopo un incontro della loro Conferenza Episcopale. Il nostro grande amico Don Waclaw li ha invitati per conoscere la Comunità. Tra questi il Vescovo della diocesi di Tarnow, Mons. Viktor Skworc, rimase in quel momento stupito di quello che aveva visto e sentito dai ragazzi, tanto che quel giorno stesso espresse il desiderio di trovare una casa per noi nella sua diocesi. In quel tempo in Polonia c’erano già due fraternità, ma i giovani che bussavano alle porte della Comunità erano sempre numerosi e avevamo quindi bisogno di aprire una terza casa. Avevamo trovato una bellissima casa vicino a Kielce, una città lontana circa centoventi chilometri da Tarnow e avremmo desiderato aprirla subito, ma siamo rimasti spiazzati quando le cose si sono complicate e abbiamo dovuto rinunciarvi. Il Signore aveva altri piani! Durante la “Festa della vita” il Vescovo ci telefonò per informarci che aveva trovato una casa e intendeva darci subito le chiavi! Qualche tempo dopo giunse così il primo gruppo, formato sia da ragazzi delle nostre fraternità polacche che da altri provenienti da Saluzzo. Sul posto ci aspettava Don Waclaw con un papà che stava già portando la prima Provvidenza: dei bei materassi!
Il primo momento fu molto forte: guardando la casa rimanemmo colpiti da una croce appesa sul muro, una croce che era lì già da tanti anni, e che noi interpretammo come una benedizione speciale per iniziare il nuovo cammino. Entrando abbiamo capito che la Divina Provvidenza aveva voluto donarci una casa prima abitata dalle suore, con già una cappella e tutto quello di cui avevamo bisogno: la cucina, il refettorio e persino la stalla... La casa era disabitata da tanto tempo e allora ci siamo messi subito a lavorare: pulire e rinnovare la cappella, riordinare intorno alla casa, preparare l’orto e tagliare l’erba... il tutto con tanta preghiera, perché è da lì che parte ogni cosa, è proprio lì la sorgente per lavorare uniti e per volersi bene. Pensando a chi dedicare la fraternità, abbiamo conosciuto la storia della Beata Carolina, vergine e martire, una ragazzina coraggiosa che abitava vicino a Tarony e che fu uccisa da un soldato russo a soli sedici anni per difendere la sua verginità. Quando raccontammo a Madre Elvira la storia del suo martirio, lei confermò la scelta e così Carolina è diventata la nostra patrona.
 Dopo pochi giorni siamo rimasti senz’acqua; i pozzi erano vuoti e le case intorno non avevano l’acqua corrente. Così per i primi mesi la Provvidenza ci mandava una cisterna d’acqua ogni tanto. Il 15 agosto 2004 è stato per noi un giorno memorabile. Nella più grande festa della Madonna abbiamo ricevuto la visita del nostro Vescovo, di tanti amici sacerdoti, delle suore e dei genitori... tutti venuti per festeggiare l’inaugurazione della nostra fraternità. C’era anche l’anziano Vescovo Jez, ora già in cielo, che dopo aver benedetto la nostra prima casa di Koszalin ha voluto essere presente anche a questo momento.
La gioia più grande per noi è stata quella di accogliere Madre Elvira, don Stefano con i fratelli dell’Italia e don Ivan dalla Croazia, che si sono fermati con noi per far partire bene la fraternità.
I vicini del paese ci hanno accolto molto bene, e per noi è stato bello poter essere amici e darsi una mano l’un l’altro nei momenti di bisogno. Pensate che a volte, mentre stavamo pregando il Rosario camminato, la gente ci fermava e ci donava qualcosa... e all’inizio non sapevano neanche bene chi fossimo, pensavano a dei seminaristi. Poi don Waclaw durante una Messa ha raccontato che cosa è la nostra Comunità ed è stato toccante sentire il loro sostegno e la loro amicizia! Questo ci ha spinto ancora di più a impegnarci per cambiare le nostre vite. Tutto è iniziato così ed oggi, dopo più di sei anni, si continua. La gente di questa regione della Polonia è molto religiosa, la Provvidenza è grande e ci stupisce sempre più, confermandoci che questa è una vera opera di Dio.
Abbiamo ultimamente rinnovato la cappella che ora ospita anche la reliquia della Beata Carolina. Il legame con lei si sente molto forte grazie all’amicizia che abbiamo costruito con il Santuario a lei dedicato, che si trova a pochi chilometri da noi, nel paesino di Zabava.
Ogni anno poi, con un grande gruppo di fratelli e di sorelle delle diverse case del Cenacolo, partecipiamo al pellegrinaggio della diocesi di Tarnow che ci porta in nove giorni di cammino alla meta del Santuario di Czestochowa, che è il cuore della fede e della patria polacca. La Diocesi ci ha inseriti nel gruppo 21, quello patrocinato dalla Beata Carolina. Grazie a questa partecipazione abbiamo stretto tante belle amicizie con la gente del paese, con i gruppi di preghiera e con la Chiesa diocesana. I sacerdoti e le suore che vengono nella nostra casa sono tanti e ringraziamo di cuore il Signore, perché specialmente attraverso di loro si prende cura di noi. Vicino a noi ci sono anche le Suore Carmelitane che sempre pregano per noi e pensare a questo ci dà molta forza. Anche l’amicizia con i Padri Redentoristi del Santuario della Madonna di Tuchów, dove si svolgono gli incontri del nostro gruppo di genitori, è molto forte. Grazie a loro abbiamo la grazia di avere le Confessioni e la Celebrazione Eucaristica ogni giovedì sera.
 La nostra fraternità oggi è un luogo di gioia e di libertà: abbiamo il dono di tanti ragazzi giovani che entrano, e per noi la loro presenza è la spinta più grande per amare donandoci nel bene.
Ringraziamo tanto il Vescovo Mons. Wiktor Skworc per la sua generosità verso di noi e per la sua cura pastorale. Un grazie sincero anche a tutti coloro che ci aiutano e ci sostengono con le preghiere e con la Provvidenza.

                                                                                     (dalla Rivista Risurrezione - Marzo 2010)

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