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Storia

Fraternità "Madonna della Neve" - Bagnolo (CN) 1991
Fra le montagne della Val Pellice, proprio a fianco del Santuario di “Madonna della Neve”, immersa in uno splendido scenario naturale, è nata una fraternità che oggi è un piccolo paradiso. Sacrificio sì, ma anche tanta e tanta gioia...

L’allora parroco del duomo di Saluzzo, don Geuna, ormai in età avanzata, decide di lasciare il suo incarico e chiede di essere ospitato nella nostra Comunità per continuare il suo ministero in mezzo ai giovani. Offre alla disponibilità della Comunità la sua casa in montagna, situata a Bagnolo Piemonte presso il santuario di “Madonna della Neve”, come sede per una nuova fraternità. Prima di iniziare il racconto di questa nuova avventura, crediamo sia doveroso soffermarci sulla bellezza del luogo che ormai da molti anni ci ospita. La casa è a circa mille metri di altezza e si affaccia nello splendido ed incantevole scenario della Val Pellice. Lo sguardo si tuffa sulla pianura sottostante fino a perdersi all’orizzonte. Alle spalle ci sono i ricchi boschi alpini in cui sovrastano castagni ed abeti. La posizione della casa ci permette di essere “annaffiati” dal sole per tutto il giorno, l’aria è cristallina e salutare e naturalmente in inverno fa molto freddo.
Non veniamo accolti molto bene dalla semplice e genuina gente del posto, ma il ghiaccio si rompe in fretta. Sette ragazzi, capitanati dalla vulcanica ed inesauribile suor Piera, prendono possesso di questo Paradiso che comincia subito a trasformarsi. Il primo lavoro è quello di rimpinguare le scorte di legna poiché il riscaldamento della casa è costituito da stufe a legna, così come la cucina.  Grazie a Dio il primo amico che si è avvicinato a noi possedeva un grande bosco, ed in cambio della pulizia dello stesso, ci permise di prendere tutta la legna che ci occorreva. In breve il gruppo di amici si è moltiplicato, donandoci oltre che Provvidenza materiale, soprattutto amicizia, che è servita tante volte a spezzare il silenzio di questo luogo. Con il loro aiuto abbiamo superato i primi disagi invernali, anche quando ci trovammo isolati a causa delle grandi nevicate e del gelo, con la strada impercorribile, senza acqua, luce e telefono. Queste esperienze ci sono state di grande aiuto per crescere nel sacrificio, quel sacrificio che sempre abbiamo rifiutato per la paura di dover soffrire.
I lavori, soprattutto nei mesi meno freddi, sono continuati senza sosta. Abbiamo comprato una piccola serra e poi costruito l’orto “a terrazze” verso il bosco, che ancora oggi ci permette di avere sempre verdura ed ortaggi freschi a tavola. E’ nata la zona animali, per ospitare un bel numero di conigli, un pollaio ed un piccolo porcile per i maiali. Gli sforzi più grandi però sono stati rivolti all’interno della casa per renderla idonea alle nostre esigenze: abbiamo costruito una cappellina, piccola ma molto accogliente, seguendo lo stile alpino, tutta in legno e pietre. Pur se in pochi, la casa aveva proprio l’immagine di una numerosa famiglia; la sera, stretti intorno alla stufa accesa nel piccolo refettorio, si chiacchierava e si condivideva mentre fuori nevicava. Sembra ancor oggi di vedere una fotografia d’altri tempi, un po’ ingiallita ma piena di fascino, ricordi ed emozioni incancellabili. L’amicizia si cementava sempre di più e ci si rendeva conto di come stavamo maturando e crescendo tutti insieme, aiutandoci nelle difficoltà e nei momenti più difficili che il cammino comunitario tante volte ci chiede di affrontare e superare. D’estate si mangiava all’aperto sotto la veranda che sembrava sospesa nel vuoto, e ci meravigliavamo dello stupendo panorama che ci stava davanti e delle bellezze della natura che finalmente i nostri occhi cominciavano a vedere ed apprezzare. Tante volte in cappella si ringraziava per il dono della vita ritrovata che ci permetteva di guardare con gli occhi del cuore il creato. A tutto questo ha contribuito con grande fervore “l’uragano suor Piera”, con le sue infinite catechesi e gli inviti “gentili” a darci sempre da fare. E’ stata la mamma di ognuno di noi: come dimenticare i consigli che mai si stancava di darci ogni qualvolta, in crisi, andavamo da lei a scaricare i nostri problemi? E come dimenticare tutte le volte che pensavi di aver finito un lavoro, e invece dovevi ricominciarlo perché non andava mai bene?
Un altro aspetto importante della fraternità è che proprio a fianco c’è il Santuario dedicato alla “Madonna della Neve”, meta di tantissimi pellegrini specialmente nei mesi estivi. Questo luogo ha contribuito a dare prima di tutto il nome alla fraternità, e soprattutto a rendere più profonda la nostra preghiera, sotto gli occhi attenti e materni di Maria che ci ha sempre protetti.
Dal cielo don Geuna certamente benedice quest’opera e ne vede i frutti.
Grazie Signore perché continui a guidare la storia della nostra Comunità e perché compi meraviglie di amore e di guarigione nei nostri cuori. Grazie perché provvedi con tanta larghezza alle nostre necessità.
Grazie per i tanti ragazzi e ragazze che, con spirito di sacrificio ed amore alla vita, hanno permesso che tutto questo sia oggi la fraternità “Madonna della Neve”.
Viva Dio!

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