ItalianoHrvatskiEnglishFrançaisDeutchEspañolPortuguesePo PolskuSlovakia     

 

Storia

Fraternità "Paradiso" - Cuorgnè 1990
La Comunità Cenacolo varca i confini della provincia di Cuneo. Nel 1990, i primi "missionari" partono per un "lungo viaggio" diretti sulle montagne di Ivrea...

16 maggio 1990: una nuova pagina di storia della Comunità, bella, affascinante, commovente. Un'altra fraternità che si apre, altri volti segnati dalla sofferenza, altre gioie, altre vite che si ricostruiscono... "Siete pronti a partire?" "Siamo pronti, Elvira, però abbiamo un po' di paura, è così lontano quel posto!" "Lo Spirito Santo vi accompagnerà, non abbiate paura."
Stupenda avventura d'amore.
Da Saluzzo a Courgnè, in provincia di Torino, lassù fra le montagne. Viene quasi da ridere oggi: un viaggio di quasi tre ore con quel furgone sgangherato. "Non staremo esagerando?"
No, non stavate esagerando, ora siamo sbarcati oltre oceano, nelle Americhe, grazie anche al vostro "sì" di allora. Pionieri dell'amore, missionari per obbedienza. Sette, come i doni dello Spirito Santo. Il sorriso sul volto, il cuore che batte forte forte, una emozione irripetibile. Aprire una casa è un privilegio, cari amici.
Eccoci siamo arrivati! Ma… è un rudere tutto da rifare! Ok andiamo, niente paura! Dài, scarica il camion… presto, le pale e i picconi… E’ persino divertente.
Cosa mangiamo? Quello che abbiamo portato sta per finire. Poi vedremo, fidiamoci. Sapete, davanti al sacrificio si trovano forza ed entusiasmo fino a ieri sconosciuti. Prepariamoci per l'inverno. Sarà sufficiente questa piccola stufa a legna per scaldarci e cucinare? Non lo so, ma adesso non ti preoccupare, è l'ora di dire il Rosario, ragazzi, mi sentite dal bosco? Quei tronchi pesano molto, non è vero? Che posto fantastico! Grazie Signore Gesù per il creato e per il dono degli occhi. Grazie per i boschi verdi che circondano la casa, per le vette altissime e maestose che sembrano raggiungere il cielo, per la pianura che si estende sotto di noi, per l'acqua cristallina dei torrenti alpini. Sembra di essere in Paradiso!
Ragazzi, cosa ne pensate se chiamiamo la casa "Fraternità Paradiso"?
Nessun nome poteva esprimere meglio il sentimento di quei giorni. Insieme, anche nello scontro, nelle discussioni. A volte si litiga, ma come fai a non chiederti scusa in Paradiso? E intanto la volontà si rafforza, il cuore batte con un ritmo nuovo, i pensieri si puliscono. Che bella la vita!
Sta arrivando gente, chi sarà mai? "Benvenuti! Entrate pure, siamo i ragazzi di suor Elvira!" “Cosa fate, da dove venite, come vivete?…”
Grazie Gesù per il dono dell'amicizia. Quanta gente buona, quanta provvidenza che sta arrivando!
Sentite, e se costruissimo una nuova casa? Stanno arrivando tanti ragazzi, ci servono altri letti. Ma dove se non c'è posto? Basta scavare, e poi scavare ancora, ed andare avanti a scavare. E' solo una collinetta, spianiamola e avremo il posto. Ma sei matto? No, ce la faremo! …Pala, piccone e carrette. Un mese, due mesi, tre, quattro, cinque… le foglie gialle e rosse sugli alberi… una stagione, il silenzio irreale delle nevicate… un'altra, l'esplosione di colori dei fiori nei prati… un anno, il verde vivo ovunque guardi…due anni. E ancora il susseguirsi delle stagioni, ma poi… La casa è bellissima, non stona col paesaggio. Ogni anfratto porta il nome di un ragazzo, un volto, un'esistenza che si ricostruisce mattone dopo mattone, come queste mura. Carretta dopo carretta, callo dopo callo…
Grazie Gesù per il dono della vita!
La cappella dovrà essere bellissima! Chi ha un'idea? Usiamo le pietre, ce ne sono tante! Per terra mettiamo il legno, siamo in montagna! Maria è la Regina del Paradiso, il vetro cattedrale dietro l'altare, lassù, ad accarezzare i colori dell'alba e del tramonto nei Suoi occhi… Chi è più protetto di noi?
"Ragazzi, ho pensato di regalarvi questo, è in pessimo stato ma forse può servirvi". Grazie! Un antico crocifisso, oh come è messo male, Gesù non ti preoccupare, ci pensiamo noi. Che pazienza, quanto tempo, che lavoro! Ma per te Gesù, niente è troppo, da questo legno mi guardi e mi ami, io ti guardo e… sono libero, perdonato. Il primo Rosario in ginocchio nella cappella nuova. Lo ricordate? Che emozione, tutto è nato dalle nostri mani, non sembra neppure vero, ma è così. Se vuoi, puoi chiamarlo miracolo, noi ci crediamo. Ed i miracoli si vivono anche nella concretezza del quotidiano, nelle necessità di ogni giorno, ed allora guarda: abbiamo costruito anche il forno.
Il pane, la sacralità del pane, un simbolo, la fame di Dio… ma è anche mezzogiorno, che fame, il pane ancora caldo, appena sfornato sulla tavola.
Nulla è scontato, tutto è novità, sorpresa, stupore, specialmente le piccole cose. Anche il divertimento ed il gioco. Basta una chitarra, un po’ di compagnia, ragazzi, sentite la nuova canzone del recital… Anche una bella partita di pallone, ma dove? In quel campo di patate! Ma dài, non scherzare, non si può… Al lavoro, prendiamo le misure e cerchiamo di farlo diritto, non come quel muro, e poi basta accontentarsi… Che corse e che partite!
Grazie Signore per il dono della salute!
Passano gli anni, passano veloci, la fraternità Paradiso cresce, sempre più bella, sempre più accogliente. Quanto amore si respira, quanta guarigione… Il grande albero di fronte alla vecchia casa, un amico, un simbolo. Con forza, con costanza, nel silenzio, ha sempre maturato i suoi gustosi frutti. Vogliamo essere come lui. Grazie, o Gesù, perché ci rendi capaci di saper leggere la natura ed imparare da essa, perché Tu hai fatto bene ogni cosa…
E' solo una storia realmente accaduta ad una vecchia cascina… da quei ruderi è sorta la fraternità Paradiso!
E' solo una realtà che si ripete ogni giorno a sette ragazzi, e poi dieci, e poi cento, mille, e poi… chissà quanti ancora… dalle macerie del loro cuore sono risorti degli uomini! E' soltanto il prodigio dell'amore di Dio.

                                                                               (dalla Rivista Risurrezione - Settembre 1998)

Print this pagePrint this page